Venerdì, 26 Maggio 2017 20:21

Gli studenti dell'Einaudi e il viaggio della memoria ad Auschwitz: “Mai più la nostra libertà nelle mani di un uomo solo”

Scritto da Bruno Greco
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Gli studenti dell'Einaudi a Cracovia Gli studenti dell'Einaudi a Cracovia

Il senso del “viaggio” come quello della “memoria” racchiude mille sfaccettature e si disvela ogni volta in maniera differente, a seconda dell’esperienza che conduce una persona lontano dalla propria patria.

La lezione del dirigente scolastico Tonino Ceravolo arriva puntuale, da manuale di filosofia, e inizia gli allievi dell’Einaudi alla nozione di “contesto”, per portali a pensare in maniera consapevole alla gita di istruzione che li ha condotti prima a Cracovia e poi al campo di concentramento di Auschwitz. «Che tipo di viaggio è stato il vostro?». Un interrogativo al quale i giovani studenti hanno saputo dare un’esauriente risposta .

Nel pomeriggio di oggi infatti, all’interno di palazzo Chimirri, nel corso dell'iniziativa "Il viaggio, la memoria", i ragazzi dell’Istituto Einaudi di Serra San Bruno hanno raccontato la loro esperienza maturata nell’aprile scorso. Dai dubbi in merito all’aspetto ludico della meta fino alla dimensione prettamente culturale, gli studenti hanno manifestato senza filtri le proprie emozioni. «È stata una bella e molto significativa esperienza, soprattutto perché vivere quei luoghi ti fa cogliere delle emozioni che i libri o i film non possono offrire. All’interno del campo di concentramento di Auschwitz prima della morte fisica di una persona si percepisce una sorta di morte spirituale, con l’essere umano ridotto a una matricola, dunque privo di dignità. Mai più la nostra libertà dovrà essere affidata nelle mani di un solo uomo». Con queste parole le due studentesse Raffaella De Raffele e Nicoletta Battaglia hanno esordito raccontando il loro viaggio di istruzione. Una lunga passeggiata nella Storia, accompagnati dai professori Emiliano Cheloni e Salvatore Luciani (assieme ad altri colleghi).

«Il filo conduttore di questo viaggio con i ragazzi – ha spiegato il professore Cheloni nel suo intervento – è stata la condivisione dei luoghi quanto delle emozioni».

«In questo percorso rievocativo della II Guerra mondiale – ha detto il professore Luciani – la vera sfida è portare i ragazzi, senza pregiudizi, nella dimensione umana delle cose».

L’ambasciatore Giuseppe Calvetta, presente all’evento con gli studenti, si è soffermato sul concetto di «memoria come importante strumento per conoscere il passato, affinché gli errori che la Storia ci ha tramandato non vengano ripetuti». Un invito alla fine da parte di Calvetta è stato rivolto ai docenti, affinché gli stessi facciano riflettere i propri allievi sul concetto di «identità sostenibile, termine che oggi dal campo economico si affaccia a quello sociologico per sottolineare come qualsiasi pretesa identitaria, che sia culturale, religiosa o di razza, se utilizzata con esasperazione può diventare pericolosa».

E tornando alla lezione di Ceravolo, un viaggio ha senso se fatto «per scoprire e conoscere l’altro. Le persone si negano in quanto tali anche quando si cerca di assimilarle alla propria cultura e al proprio modo di pensare».

A portare i saluti ai ragazzi c’è stato anche il sindaco di Serra Luigi Tassone, il quale, complimentandosi per l’iniziativa, ha espresso la sua intenzione a mantenere un «filo conduttore costante tra l’amministrazione e la scuola».

Il viaggio di istruzione vissuto dagli allievi dell’Einaudi è diventato anche un breve documentario, che gli stessi protagonisti hanno proiettato alla fine degli interventi per rendere ancor di più partecipe il pubblico della loro indimenticabile esperienza.

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