Da qui la creazione di una biblioteca monotematica, specializzata nell’ambito della cultura regionale in tutte le sue sfaccettature. Una struttura unica nel suo genere, capace di proteggere oggi un patrimonio librario catalogato, restaurato e conservato, costituito da circa 34mila tomi diversi, e poi una videoteca, un archivio fotografico e molto altro ancora, con il semplice ma signorile scopo di conservare, raccogliere e rendere fruibili i segni della cultura calabrese.
Al suo interno spiccano i preziosi e rari incunaboli e le cinquecentine “calabresi”, «ne sono presenti più di un centinaio – racconta Graziella Idà – acquistati nelle librerie antiquarie di tutta Italia, grazia ai fondi che la Regione Calabria ha messo a disposizione della Biblioteca Calabrese tramite la Legge 19 del 19 aprile 1995» provvedimento ad hoc che ha permesso di finanziare l’acquisto di libri rari e preziosi. Ma anche, «l’integrale in facsimile del Codex Purpureus Rossanensis, – continua l’Idà un’edizione a tiratura limitata di 750 copie (nella biblioteca è presente esattamente l’esemplare numero 405) e altri testi rari, come una copia del 1907 dello stesso manoscritto Rossanensis di Antonio Munoz». Ed ancora «la rara seicentina, di grande importanza storico-religiosa, di Francesco Natoli: “Delle gratie e miracoli operati dall’Apostolo delle Indie, S. Francesco Saverio, in Potami Terra di Calabria”, stampata a Bologna nel 1653»; le incisioni, le puntesche e le acqueforti del XVIII e XIX secolo contenute nell’esposizione “La fine del mondo. Terremoto, ferro, e fuoco a Soriano nella Calabria Ultra Seconda del 1783”, e molte altre importanti opere e prestigiosi testi che nel tempo sono stati donati all’Istituto da autori e collezionisti, o che sono stati frutto di generosi lasciti.
Nel 2012, si registra il primo cambio al vertice della Biblioteca, quando in seguito alla scomparsa del suo fondatore Nicola Provenzano, vengono nominati alla guida dell’ente l’ingegnere Antonio Tripodi, in veste di direttore, ed il preside Enrico Pujia, come presidente, entrambi da sempre vicini al compianto Provenzano. Oggi a dirigerla è invece il sindaco di Soriano, Francesco Bartone, già componente del consiglio d’amministrazione e che attualmente riveste la carica di presidente dell’Istituto e direttore della Biblioteca Calabrese. Bartone in questi ultimi mesi ha saputo dettare una determinata inversione di rotta rispetto alle modalità di gestione della Biblioteca, optando per l’innovativa decisione di esporre ai visitatori anche le opere più prestigiose e dando vita a nuove iniziative utili a calamitare anche l’attenzione di intellettuali e ricercatori di calibro internazionale, oltreché di studenti, associazioni e di un numero di turisti sempre più crescente. La Biblioteca Calabrese, sita nelle sale dell’elegante “Palazzetto della cultura” di piazza Ferrari a Soriano Calabro, è dunque annoverabile come uno dei più importanti centri di memoria culturale dell’intera regione. Fondata nel 1995 da un gruppo di accademici e studiosi, fin dagli albori vede il favore delle massime istituzioni territoriali, come la Regione Calabria – che appunto con legge numero 19 del 1995 aderisce alla realizzazione – così come la Provincia di Vibo Valentia, la Comunità montana dell’Alto Mesima e, naturalmente, il Comune di Soriano Calabro.
Ma proprio l’apporto istituzionale è ormai venuto a mancare da qualche tempo, perché, come sollevato per ultimo, oggi, dal consigliere regionale Mangialavori, alla Biblioteca non viene più destinato il contributo annuo definito proprio con la legge numero 19 del 1995 della Regione Calabria. Somma utile, per la Biblioteca sorianese, a continuare a perseguire gli obbiettivi insisti della sua stessa funzione. «E' innegabile che essa costituisce per la Calabria uno dei presidi culturali più importanti, apprezzato oltre i confini regionali – spiega Mangialavori –. Nonostante ciò i contributi della Regione sono stati concessi fino al 2011. In data successiva l'ente non ha corrisposto alcuna somma per il mantenimento della biblioteca». Il consigliere, dunque, rendendosi portavoce delle istanze dei sostenitori dell’Istituto, ha interrogato in queste ore la Giunta regionale per capire se «intenda adottare misure tese ad assicurare la presenza e il mantenimento dell'Istituto della Biblioteca calabrese di Soriano, mediante erogazione del contributo già previsto per legge, o di altra somma congrua a garantire la regolare attività»